Jens Spahn, uno dei principali esponenti della CDU, ha rassegnato le dimissioni dopo che è emerso che lui e suo marito sono diventati genitori grazie a una madre surrogata negli Stati Uniti. La vicenda ha assunto particolare rilievo perché il suo stesso partito continua a opporsi alla maternità surrogata.
Il quarantaseienne Spahn, presidente del gruppo parlamentare CDU/CSU guidato dal cancelliere Friedrich Merz, è stato duramente criticato dopo la diffusione della notizia.
La maternità surrogata è vietata in Germania, anche se crescere un bambino nato tramite una madre surrogata all’estero non costituisce un reato.
“Negli ultimi giorni mi sono reso conto che la mia felicità personale – aver costruito una famiglia con mio marito ed essere diventato padre – non è conciliabile con il ruolo politico che ricopro”, ha scritto Spahn nella lettera con cui ha annunciato le dimissioni.
Nel febbraio scorso la CDU aveva infatti ribadito, durante il congresso del partito, il proprio sostegno al mantenimento del divieto di maternità surrogata in Germania. La notizia che Spahn abbia fatto ricorso a una madre surrogata negli Stati Uniti ha spinto numerosi esponenti del partito a chiederne le dimissioni.
La maternità surrogata nell’Unione europea
L’Unione europea non disciplina in modo uniforme la maternità surrogata, lasciando ai singoli Stati membri la competenza in materia.
Alcuni Paesi ne consentono il ricorso e ne regolano dettagliatamente le modalità, altri la vietano completamente, mentre in altri ancora manca una normativa specifica. Nei Paesi in cui è consentita, la legislazione stabilisce le forme ammesse di surrogazione, le condizioni per il suo svolgimento e lo status giuridico dei genitori intenzionali.
In Polonia, invece, la maternità surrogata non è disciplinata da una legge specifica e opera in una sorta di zona grigia giuridica. Secondo il diritto polacco, la madre del bambino resta comunque la donna che lo ha partorito.
Merz apre alla possibilità di un rimpasto
Intervistato dall’emittente pubblica ZDF, il cancelliere Friedrich Merz ha dichiarato che le dimissioni di Spahn potrebbero rappresentare l’occasione per una più ampia riorganizzazione del governo.
“Si è dimesso. Accettiamo e rispettiamo la sua decisione. Non ho avuto l’opportunità di parlarne con lui”, ha affermato il cancelliere, aggiungendo che “questa potrebbe essere un’occasione per una ristrutturazione”.
Merz ha inoltre osservato che Spahn ha comunicato la propria decisione “molto tardi”, sostenendo che la questione avrebbe potuto essere affrontata con maggiore anticipo.
Il governo tedesco sta preparando un pacchetto di misure economiche che comprende sgravi fiscali, una riforma del sistema pensionistico, una maggiore flessibilità del mercato del lavoro e strumenti di tutela contro il dumping commerciale. Le misure mirano a rilanciare un’economia in rallentamento e a rispondere alla crescente concorrenza internazionale. Le previsioni di crescita sono state riviste al ribasso: lo 0,5% per il 2026 e lo 0,9% per il 2027.
L’annuncio di Merz viene interpretato come un tentativo di rafforzare la stabilità dell’esecutivo in vista della ripresa dell’attività politica autunnale. Nel frattempo, i sondaggi continuano a mostrare una crescita del consenso per Alternative für Deutschland (AfD), che in alcuni Länder supera ormai il 40%.
“Ci troviamo di fronte a una crisi di fiducia nella democrazia nel suo complesso e stiamo lavorando su questo all’interno della coalizione. Non è soltanto un compito del governo, ma di tutte le forze democratiche”, ha concluso il cancelliere.
Tradotto da Cesare Ceccato. Articolo originale pubblicato su Focus Europe Poland disponibile qui.

